l’idea di resurrezione viene, forse, da un desiderio di verità, dalla prova del sapere nella carne un difetto, un’anomalia, che è anche una possibilità e una necessità.

il corpo del risorto è in fondo la grande metafora del sognarsi diversi, altri da noi, senza cancellare il ricordo della sofferenza, di come eravamo al mondo. e di come potremmo essere qui, nel mondo, se fossimo capaci di percepire un corpo liberato dal male. altro da noi stessi. non pacificato col mondo ma nella comunione della sopraffazione. nel gesto di stare nella stessa misura e nella forma condivisa degli sguardi.

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